Previdenza Complementare - Fondo Perseo Sirio: la certificazione di un fallimento politico

scarica il documento  Nota CONFSAL-UNSA del 23 aprile 2020  Dalla Federazione

Il Fondo Perseo Sirio è un fondo di previdenza complementare destinato ai lavoratori del pubblico impiego nei comparti della Sanità, delle Regioni e Enti Locali e delle Funzioni Centrali, per una platea potenziale di quasi 1 milione e mezzo di persone.

Ad oggi i lavoratori iscritti sono 69 mila, meno del 5% dell’intera platea potenziale dei destinatari. Quale parte istitutiva del Fondo non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità, attivandoci per farlo conoscere fra i lavoratori e per stimolare la loro adesione, nonostante alcune forze coalizzate in “cartello” pregiudizialmente mirino a non riconoscere il pluralismo della rappresentanza democratica all’interno degli Organi del Fondo.

Grazie al sistema elettorale in uso, da noi mai condiviso per la sua antidemocraticità, si perviene alla composizione degli Organi del Fondo impedendo, nei fatti, che nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio dei sindaci possano essere presenti rappresentanti diversi dal “cartello” prima citato e composto dalla lista unica CGIL-CISL-UIL.

Riguardo alla composizione della “governance interna”, CdA e Collegio dei sindaci, si coglie l’occasione per rammentare che da essa già nella precedente consiliatura siano state escluse rappresentanze presenti, perché elette, nell’Assemblea dei Delegati. E infatti grazie al sistema elettorale in uso e prima citato che è stato possibile alla “lista unica” di CGIL- CISL-UIL di “occupare” nella sua interezza il CdA e il Collegio dei sindaci, impedendo così ad altre Organizzazioni sindacali di partecipare e vigilare sulla gestione del Fondo e sulle decisioni via, via assunte dagli Organi.

Per questo motivo, stante l’attuale sistema elettorale, in segno di totale dissenso verso logiche antidemocratiche e gestionali del Fondo, questa O.S ha deciso di non partecipare alle recenti elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati, ritenendo che a quest’ultimo sia stato assegnato un ruolo pleonastico e farsesco.

E proprio queste elezioni rappresentano e certificano l’ennesimo fallimento politico e direzionale della gestione del Fondo. Su 69.000 iscritti hanno votato in 1.142, solo l’1,51% degli aventi diritto: un numero che in sé non può essere assunto per determinare la vita e la gestione del Fondo.

In altri contesti, proprio per la risibilità del numero dei partecipanti, le elezioni sarebbero state dichiarate nulle!

Di fatto siamo nella situazione in cui con 988 preferenze, pari all’1,43%, si raggiunge il controllo di un Fondo di previdenza complementare destinato a oltre 1 milione e 500 mila persone.

Tutto ciò, ad avviso dello scrivente, rappresenta il chiaro fallimento politico e dirigenziale di chi ha amministrato il Fondo fino ad oggi, di chi ha scritto le regole di governance che escludono le voci alternative e di garanzia per gli iscritti, di chi pensa di avere la rappresentanza assoluta degli interessi degli iscritti al fondo, tacitando ogni voce contraria, avendo ottenuto invece solo l’1,43% dei consensi.

In virtù di questo fallimento politico e gestionale, questa O.S. chiede il commissariamento del Fondo, il dimissionamento del Presidente e il rinnovo delle cariche sociali a seguito di una ridiscussione nel merito delle regole della governance interna volte ad assicurare il pluralismo - riconoscendo il diritto alla partecipazione anche alle minoranze e ai Soci fondatori agli Organi del Fondo - quale forma di garanzia per gli associati.