Report sulle riunioni in videoconferenza tenutesi con Dirigenti Sindacali Nazionali e Segretari Provinciali del nostro Coordinamento

scarica il documento  Comunicato n. 114 del 1° luglio 2020

Dal 17 al 24 giugno si sono svolte 11 riunioni in videoconferenza con i Dirigenti Sindacali Nazionali e i Segretari Provinciali del nostro Coordinamento. L’idea di realizzare queste riunioni da remoto è nata dall’impossibilità di tenere qualsiasi incontro causa l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, oltre che mantenere vivo un legame con tutti i responsabili locali al fine di trattare vari argomenti in essere e degni di una specifica analisi.

Le video riunioni hanno riportato una grande e partecipata adesione confermando la scelta vincente di mettere in campo tale metodo che sarà adottato anche nel prossimo futuro pur rimanendo, tuttavia, più gratificanti le riunioni in presenza fisica ritenendo essenziale il costante e vivo contatto con tutti gli iscritti.

Durante gli incontri si è discusso di diverse problematiche sia di portata nazionale che territoriale di cui si riporta un sintetico riassunto.

 

Smart Working

L’amministrazione centrale, ha preso atto che l’attività svolta dai dipendenti MEF posti in lavoro agile “obbligatorio” si è dimostrata superiore alle aspettative. Si riconosce inoltre, che nell’arco di poco tempo, seppur con notevoli difficoltà, l’amministrazione è riuscita ad investire economie sia in termini di risorse di bilancio che umane volte all’implementazione dell’infrastruttura/applicativi atti a garantire che tutto il personale in smart working potesse operare da remoto al meglio. Da parte sua il personale si è adoperato al meglio in termini di impegno, di professionalità e, non da ultimo, sostenendo non poche spese per l’attività da remoto per poter assicurare buoni standard lavorativi ( pc, nuove connessioni internet, stampanti etc etc.).

E’ emerso inoltre che l’attività in smart working non sia regolata da un orario di lavoro bensì dall’organizzazione dell’attività lavorativa lasciata libera al singolo dipendente seppur comunque lo stesso è tenuto, in accordo con il superiore gerarchico, a garantire una fascia di reperibilità per eventuali necessità.

Ad oggi gli atti normativi dispongono che il personale della P.A. è posto in smart working straordinario come attività “ordinaria” sino al 31.07.2020 (mentre scriviamo siamo in attesa di una possibile proroga da parte dell’Autorità Governativa sino al 31.12.2020).

Inoltre si discute affinchè, nel prossimo futuro, il lavoro agile possa essere esteso fino al 30% del personale della P.A. Naturalmente alla luce di tale nuovo assetto lavorativo si renderà necessario dover provvedere ad una nuova stesura delle regole al fine di ottimizzare tutte le esigenze.

 

Attività indifferibili e presenza in sede

L’individuazione delle attività indifferibili non comporta di fatto la presenza in sede del personale, poiché le stesse sono volte a garantire che particolari processi vengano comunque assicurati. Le attività in argomento possono essere svolte da remoto dal personale riducendo così la presenza dello stesso negli uffici. Si osserva infine che la presenza nei luoghi di lavoro nell’attuale fase, che impone lo smart working come attività ordinaria, preveda la piena volontà del dipendente.

 

Buoni Pasto

L’amministrazione centrale ha già richiesto al Ministro della F. P. indicazioni sulla possibilità e modalità di riconoscimento del buono pasto al personale posto in smart working in questa fase emergenziale e solo allora provvederebbe all’eventuale erogazione. • Disposizioni orario ingresso/uscita e cambio orario di lavoro In merito all’orario di lavoro si sta lavorando con l’Amministrazione per trovare soluzioni per garantire la massima sicurezza per i lavoratori, consentendo una piena e consapevole flessibilità in relazione alle varie necessità individuali al fine di raggiungere un lento e graduale ritorno all’attività in presenza.

 

DPI

E’ stato posto il problema della mancanza o dell’intempestiva fornitura dei DPI presso le sedi da parte del datore di lavoro. Si è evidenziato inoltre che spesso, per tali ritardi, solo il buon senso dei dipendenti/direttori ha fatto si che vi si potesse sopperire.

 

Assenza di un coordinamento univoco

Si è riconosciuto da parte di tutti i partecipanti che, soprattutto in questa fase emergenziale, vi è stata una carenza di disposizioni univoche e tale mancanza ha portato ogni singolo Direttore a dover prendere decisioni diverse con una evidente disomogeneità anche all’interno del medesimo territorio regionale. Si rende pertanto necessario per il futuro fornire indicazioni chiare, volte a rendere omogenea, su tutto il territorio, l’azione dell’Amministrazione.