Si faccia una domanda e si dia una risposta (smart o remote working ?)

scarica il documento  Comunicato n. 115 del 2 luglio 2020

Con email del 22 giugno u.s. è stato recapitato da parte dell’Amministrazione a tutti i lavoratori del MEF un sondaggio “Be MEF Be Smart Covid-19 – Lavoro Agile“, nella quale veniva sollecitata la collaborazione degli utenti per recepire “… tutte le informazioni necessarie a definire un modo nuovo di lavorare nel nostro Ministero, che possa rappresentare un modello, anche all’esterno, di innovazione, efficienza e di attenzione alle esigenze delle persone…”.

Pur nel rispetto dell’organizzazione del lavoro ad appannaggio del datore di lavoro, l’UNSA chiede ulteriori delucidazioni circa i fini e gli obiettivi che il sondaggio non chiarisce.

Iniziative del genere, vista l’importanza dell’argomento, consiglierebbero la preventiva e gradita informativa alle parti sociali che aiuterebbe ad avvalorare il criterio della massima condivisione.

Oltremodo il questionario non è coerente con la realtà lavorativa attuale in quanto i lavoratori del MEF non stanno operando ancora in regime di Lavoro Agile o Smart Working che si voglia, in quanto essendo rimaste inalterate le logiche amministrative del lavoro senza accordo tra le parti (cioè privo di regole) ed eseguito obbligatoriamente da casa, trattasi di Remote Working, esperienza che, sicuramente finita l’emergenza, non troverebbe necessità applicativa per mancanza di interesse per le parti in causa.

Perché non pensare allora ad un sondaggio riguardante i costi sostenuti in Remote Working dai lavoratori che hanno dovuto pagare di tasca propria l’upgrade di connessioni internet di casa, acquisto di PC, stampanti, cartucce e materiale di uso, nonché, costi per maggior consumo di energia elettrica e che contemporaneamente rinunciavano agli introiti già messi a bilancio familiare come il valore mensile dei buoni pasto e degli straordinari ????

Tra l’altro, la prospettiva di un prolungamento di questa modalità lavorativa fino al 31 dicembre 2020, per effetto della probabile conversione del relativo D.L, aggraverebbe non poco il bilancio delle famiglie mono reddito e delle tante altre che, in questo difficile periodo di emergenza Covid-19, hanno visto perdere il lavoro di coniugi e figli.

In questo contesto l’UNSA manifesta grande preoccupazione per il protrarsi dei tempi necessari ai pagamenti delle varie voci del salario accessorio, in particolar modo per il CUT e per la Cartolarizzazione che (come sembrerebbe emergere), se non fossero garantiti entro il mese di luglio, creerebbero non pochi problemi al bilancio familiare dei lavoratori.